pandegammon - CNB

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Caro backgammon,
non ho più scritto nulla su di te semplicemente perché non trovavo le parole. Me ne stavo lì a osservare la carovana backgammoniera sferragliare sui binari di un rassicurante tragitto verso mete conosciute e non.
La tappa nella 500entenaria Villa Tuscolana, ad esempio, ha deragliato dal rassicurante ma anonimo standard alberghiero intrigandoci con la sua storia, gli ambienti ecclesiastici e un bar inframondo dove pochi minuti corrispondono a ore e il concetto di distanza è relativo. Anche altre località esclusive sono state teatro delle gesta dei backgammonlander che hanno fruito delle piacevolezze di cotanta bellezza. In poche parole, posti unici. Le parole, già. Non è facile trovarne quando si va sul velluto. Viene a mancare lo spunto, l’idea. Un po’ come un mondo senza buche, mica t’immagini le sospensioni. Inoltre, la certezza di una progressiva senescenza, mi ha tolto quel po’ d’incoscienza indispensabile per sproloquiare sul tema a noi tanto caro. Ora però il treno si è fermato in stazione, interrompendo l’ipnotico dondolio. Il sussulto della fermata mi scuote dal torpore. I binari son sempre lì, c’è un botto di scambi ma che vuoi che sia, il segnale è verde, c’è pure il cretino che attraversa i binari…cosa osta? Ahggià, il virus, il contagio, l’epidemia, la pandemia… stuck in the middle with you… mi risuona nel cranio mentre scorgo ostacoli sui binari: il terzo settore, la burocrazia, le tasse sui premi, il CONI, Pietro Micca and the Black Powder e sconfinate schiere di scassamarroni. Mi scuotono con forza e mi risveglio davvero. E allora li vedo, sono una moltitudine: sono i backgammonnauti. Alcuni, di ultima generazione, hanno nick algoritmici, altri con nomi di antiche tribù: gli EUIT, leggendari divoratori di rating. Sono tutti lì, anch’io mi vedo tra loro smadonnante contro non so bene quale entità ma ho la quasi certezza di essere io.
L’astinenza live è stata immediatamente lenita dal backgammontadone, un cyber-farmaco che crea dipendenza da mouse anche pad e una rara idiosincrasia per lo shaker e i barman in generale. Il ritorno alla normalità ci vedrà con la mano alzata per difenderci dal sole e poi sorridere, come appena usciti dalle grotte, o cauti nell’avvicinamento all’altro ma pronti a eliminarlo al primo colpo di tosse? Penso che rivederci richiederà abilità d’interpretazione cine - prossemica per capire chi sarà disposto a relazionarsi nuovamente. Ovviamente ci vorrà qualcuno che lo dica anche a chi pervicacemente osserva e non si rende conto di essere aggrappato al lampadario o meglio alla mascherina.
Cerchiamo di capire come guidare al meglio questo treno, come fare i biglietti, come interpretare gli scambi e arrivare in stazione sani e salvi.

 


 
 
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