Posted:
17/03/08
Le cube action sono indubbiamente le circostanze più impegnative della chouette e spesso ve ne sono di dubbie in cui alcuni danno un cubo, sul quale erano indecisi, solo perché vedono uno o più giocatori
forti, darlo.
E’ in quei momenti che la visione di gioco, l’esperienza e il calcolo si dovrebbero liberamente esprimere. È in quel “liberamente” che albergano perplessità. Quello che segue può valere anche per il cubo disgiunto ma i migliori risultati si ottengono solo con l’azione di cubo unita: tutti take o tutti pass; solo la prima azione però, già alla seconda cube action (ovvero cubo a 4 e non per chi non lo aveva dato in precedenza) si adotta la formula Franco-Danese cioè si può non prenderli tutti. Una soluzione eccellente per buttare fuori dall’albergo i perplessi è il giochino. Andiamo con la spiega: Il box cuba tutta la ciurma. I cubati prendono in mano il cubo, portano le mani dietro la schiena, pensano, pongono la mano a pugno chiuso sopra la tavola e al richiamo 1, 2, 3 o quel che vi pare meglio, aprono il pugno. Se il cubo cade sulla tavola è un take, se il pugno è vuoto è un pass. Se uno fa cadere due cubi è beaver, lo si può anche dire a voce in simultanea ma così è più dirompente.
La ciurma cuba il box ovvero chiama il giochino. I cubanti prendono in mano il cubo, portano le mani dietro la schiena, pensano, pongono la mano a pugno chiuso sopra la tavola e al richiamo 1, 2, 3 o quel che vi pare meglio, aprono il pugno. Se il cubo cade sulla tavola si cuba, se il pugno è vuoto è un no double wait.
Come sempre spiegare le dinamiche di sto gioco è più difficile che giocarle, però una attenta rilettura dipanerà la matassa: si consiglia di fare prove a casa. Fare queste manovre ha inizialmente suscitato perplessità e mugugnamenti e più avanti definiremo meglio i tipi psicologici restii al giochino; col tempo però la maggior parte dei giocatori si è convinta grazie all’evidente miglioramento del cube management.
Anch’io inizialmente pensavo: “ma và che pirla che siamo, sembriamo al giuramento di Pontida!” o anche: “casu sembra che siamo dei seguaci di Sai Baba!” però poi mi son convinto e appoggio la bontà del sistema. Lo piglio in quel posto uguale, però mi sembra più umano, con meno accanimento ecco. Alcune regole necessarie per degustare: non vale non aprire il pugno. (si potrà notare che la psicologia del soggetto che non apre il pugno è tipica del taccagno; è difficile portargli via il quibus però se ci si riesce si avrà più gusto che mai) non usate cubi grossi. (il giocatore che usa un grosso cubo è l’opposto, sempre in termini psicologici, del giocatore di cui al punto 1, egli si mostra sicuro di sé mostrando il pugno gonfio e tenderà ad intimidire; più facile vincerlo ma non gli frega molto e allora meno gusto) decidete da subito se usare il giochino. (quelli che diranno: “che palle, il giochino fa cagare!” saranno in balia del vostro magnetismo, guardateli fissamente, avranno già perso; questi sono tutti gusti) se siete più di 4 prendete un socio. (la cube action è difficilissima, si passa da un toogood a un no doubletake in un amen e il socio aiuta, se è sobrio; gusto da condividere)
La sola cosa stonata parrebbe il nome: giochino. La chouette è un momento quasi esclusivamente di soli uomini e quindi, escludendo cose del tipo: il giuramento della tavola o sbirignao, mi è venuto in mente un nome che sarebbe perfetto anche per un certo andamento tipico del bg. Oddio, non è molto meglio, manterrebbe solo una caratteristica diminutivo-vezzeggiativa
che lenirebbe alcuni dolori nel profondo, ma …ecco…si insomma…è pur sempre un gioco…pensavo…a…trenino! S.
|