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Gianlazzaro Sanna

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Gianlazzaro Sanna

Gianlazzato è il produttore di tutti gli streaming all'interno del CNB, della didattica online, delle dirette dai tornei di campionato, interprete di due seminari live e membro del Consiglio Direttivo CNB.





Ciao Gian è un piacere intervistarti, sono 15 domande, poche per quanto avrei da chiederti, però cominciamo.....    

1 - Ci siamo conosciuti al Milan Open di qualche anno fa, puoi dirci quando hai iniziato ad interessarti del Backgammon  e cosa ti ha colpito di questo gioco?
In realtà ho imparato il backgammon più di vent’anni fa ma solo di recente ho iniziato a giocare regolarmente. Sono sempre stato attratto dai giochi di strategia che costituiscono per me una sfida intellettuale: il backgammon, anche se apparentemente semplice, è invece un gioco complesso e molto stimolante. Affascinante la necessità di prendere continuamente decisioni in situazione di incertezza, data dai possibili tiri dei dadi.
Per quanto riguarda la partecipazione ai tornei del circuito CNB ho apprezzato molto l’ottimo clima tra i giocatori del gruppo e la disponibilità dei giocatori più forti a condividere le proprie conoscenze.
2 – Sappiamo che sei stato uno scacchista di prima fascia, quali analogie o affinità trovi tra i due giochi Scacchi e Backgammon?
Entrambi i giochi richiedono abilità logiche e strategiche: gli scacchi sono più profondi mentre il backgammon presenta maggiori aspetti matematici e necessita di un equilibrio psicologico maggiore, che consenta di assorbire i frequentissimi capovolgimenti di fronte e cambiamenti di posizione. Inoltre gli scacchi sono un gioco a informazione perfetta, mentre il backgammon richiede di gestire l’aleatorietà dei dadi e ha una componente di fortuna abbastanza importante nel breve termine.
3 – A quanto sembra il segreto che ti ha portato a competere tra i grandi è lo studio.  Riesci a fare un distinguo tra talento e studio
Il talento per me è una qualità e una predisposizione di fondo innata per una particolare attività: non esiste a mio avviso il talento per il backgammon ma il talento per alcune componenti importanti per il backgammon, quali ad esempio la capacità di vedere similitudini e differenze tra diverse posizioni, la capacità di calcolo rapido, la capacità di visualizzare una posizione dopo alcune mosse.
Senza studio non si può diventare forti giocatori ma lo studio copre diversi aspetti: non è solo la lettura dei libri, ma anche gli approfondimenti con XG o le riflessioni personali sui diversi tipi di posizione o rivedere le proprie partite esaminando attentamente i propri errori.
4 - Qual è il tuo punto di equilibrio per godere del piacere del gioco?
Non vivo il backgammon come uno stress e non mi sento in obbligo di dimostrare niente a nessuno. Il mio obiettivo principale è quello di capire e padroneggiare il gioco: quindi vedo anche le sconfitte e le partite giocate male come un’ottima occasione per capire e migliorare. E traggo piacere anche da un’ottima mossa del mio avversario che mostra una profonda comprensione della posizione, molto più che da una banale svista che pure va a mio vantaggio.
5 - Una domanda canonica: cosa consiglieresti ad un giocatore alle prime armi?
Il consiglio potrebbe variare a seconda di quello che il giocatore cerca nel gioco: puro svago, agonismo, miglioramento del proprio livello di gioco…. Un consiglio che penso possa valere in generale è accettare il fatto che nel breve termine la fortuna ha un impatto importante sul risultato, per cui non bisogna prendersela se si perde ma è preferibile cercare di godere dei molteplici aspetti positivi del gioco.
6 – Streaming, pillole, interviste e didattica, newsletter, stai catalizzando l’interesse dei giocatori, ti si riconosce un grande merito, ma anche una grande assunzione di responsabilità. Quali novità tecnologiche prevedi per il futuro?
In particolare col ritorno del gioco live vorrei riuscire a integrare meglio diverse fonti: riprese della tavola, commenti di più esperti anche da remoto, analisi di XG in tempo reale. E anche un maggior coinvolgimento da parte del pubblico.
7 - Ingegnere a tempo pieno e giocatore a tempo perso o il contrario?
Ho dedicato al lavoro per parecchio tempo gran parte della mia giornata: ultimamente sto bilanciando maggiormente diverse esigenze, tra cui gli hobby, che in questa parte della mia vita significa backgammon.
8 - Durante i tornei live vedo tra i giocatori tensione e a volte afflizione.  Metamorfosi “da gioco a disciplina sportiva” o qualcos’altro?
Non vedo perché sport sia sinonimo di tensione o afflizione. Per me sport non è agonismo esasperato ma  significa privilegiare l’impegno al miglioramento del proprio livello di gioco rispetto al puro svago o al gambling. Significa non abbattersi per una sconfitta e trovare gratificazione nel miglioramento del proprio livello di gioco, anche indipendentemente dal risultato nel breve termine. Significa accettare serenamente una sconfitta perché l’avversario ha giocato meglio o perché è stato più fortunato……
Concentrazione e tensione non sono la stessa cosa come diverse sono l’afflizione e l’insoddisfazione per la propria prestazione, data da una sana e non esasperata volontà di miglioramento continuo.
9 - Una delle tue note caratteriali è la precisione e l'applicazione: ti viene mai voglia di buttare tutto all’aria 😊?
Buttare tutto all’aria non è un termine presente nel mio vocabolario. Quando dopo tanti anni ho smesso di giocare a scacchi non ho buttato tutto all’aria ma ho semplicemente aperto una nuova fase della mia vita, con serenità e senza rimpianti: gli scacchi mi hanno dato tantissimo ma è arrivato un momento in cui ho deciso di lasciare spazio ad altro. Io penso di aver avuto una grande fortuna nella vita: potermi dedicare alle mie passioni, a quello che mi piaceva, e questo negli scacchi, nel lavoro, nel backgammon. Non faccio le cose per obbligo ma per piacere, mi ci appassiono e le approfondisco.
10 - BMAB, so che ne sei estimatore, quale futuro prevedi stante la laboriosità.
Prevedo che il BMAB avrà un ruolo importante nel futuro del backgammon, in quanto privilegia gli aspetti del backgammon più vicini ad una disciplina sportiva e meno al gambling, e questo è fondamentale per ottenere il riconoscimento del backgammon come sport, che è uno degli obiettivi prioritari della WBGF e, penso, di chiunque abbia a cuore il futuro del nostro gioco.
11 – Della serie tutto è possibile, scegli tra vincere un torneo importante con PR alto o perdere con un PR bassissimo.
La domanda è interessante ma a mio avviso mal posta. Il PR è un indice a lungo termine per cui se consideriamo il breve termine – un torneo – chiaramente preferisco vincere il torneo importante.
Se invece l’alternativa fosse tra vincere un torneo importante e giocare ad un PR molto basso, quindi giocare molto bene ma a livello medio e non in quel singolo torneo, la mia scelta sarebbe sicuramente la seconda.
12 - Il Circolo di Cagliari ha vinto la Coppa Italia, la cosa è piaciuta a molti perché abbiamo imparato ad apprezzare l’impegno di un giovane Circolo. Un ottimo esempio per tutti i prossimi club. Qualche notizia sui tuoi compagni di avventura?
 Isacco Ibba è un maestro di scacchi che si è avvicinato negli ultimi anni al backgammon con un approccio serio, volto alla comprensione del gioco più che al risultato immediato. E’ migliorato rapidamente e adesso è un avversario temibile per chiunque
Vittorio Molè gioca a backgammon da molto tempo a livello buono e con buona comprensione del gioco: secondo me potrebbe fare molto meglio se pensasse più a giocare la mossa migliore e meno ad adattare il gioco all’avversario e a cercare di prevenire la fortuna avversa.
Un altro giocatore in rapida crescita, che però non giocava nella squadra che ha vinto, è Massimo Loi, anche lui scacchista, che si è avvicinato al backgammon di recente ma si sta impegnando seriamente e sta migliorando molto.
13 - Hai mai giocato una chouette? A detta di alcuni è la miglior forma didattica applicata se giochi con dei campioni o con esperti, ne convieni?
Come capita spesso ho una visione diversa: per me si migliora di più approfondendo e scambiando opinioni con forti giocatori ad esempio durante commenti di una partita – vedi le partite commentate in diretta nel mio canale youtube – o dopo un match giocato. Ad esempio quest’estate ho giocato numerosi match con Lorenzo Rinaldo e dopo ogni match lo abbiamo riportato su XG e abbiamo discusso i punti più rilevanti.
Vedo una chouette più come uno svago a meno che gli avversari non siano di ottimo livello, evento improbabile per chi è tagliato fuori dai maggiori centri. Ne ho giocato molto poche, in ogni caso.
14 - Blitz, Holding game e Back game, parafrasando il calcio, attacco centrocampo e difesa?  Se così fosse, in che zona del campo vorresti giocare?    
Un buon giocatore deve riuscire a giocare bene tutte le tipologie di posizione ma sicuramente mi trovo più a mio agio nelle posizioni tecniche di holding game.
15 – Infine: puoi lasciare un messaggio, una visione o una speranza a tutti i giocatori italiani.
La mia speranza è che il backgammon venga ufficialmente riconosciuto come sport. Per raggiungere questo importantissimo traguardo bisogna a mio avviso migliorare l’immagine del backgammon, lavorando sulla didattica – sarebbe importantissimo insegnarlo nelle scuole – e allontanandolo dal ”marchio” di gambling. C’è tantissimo da fare e serve la collaborazione di tutti, ognuno a seconda delle proprie capacità e disponibilità.
 
L’intervista come al solito si ferma alla 15 domanda, ringraziandoti per la disponibilità e per tutto ciò che stai facendo per il "Backgammon Italia", faremo in modo di dare visibilità ad ogni tua prossima iniziativa.
Alfonso Sara
 
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