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Fernando Braconi

ARCHIVIO > interviste
Che piacere Fernando,

devo porti 15 domande, certamente insufficienti perché il tuo percorso da giocatore di backgammon inizia in giovane età attraverso il gioco online.

Come evoluzione naturale sei passato ai tornei live e in tempi molto rapidi ai maggiori tornei internazionali dove hai raccolto significativi apprezzamenti e risultati. A seguire ti sei trasferito in Grecia dove hai cominciato ad insegnare il gioco online dopodiché sei ritornato in Italia. Ora hai ripreso gli studi universitari, il tutto senza mai lasciare il Backgammon incustodito.    

1) è tutto giusto? Devi aggiungere qualcosa?
Tutto vero.  Il primo incontro con il backgammon risale al 2004, quando iniziai la mia avventura online nel team EU_IT su Zone. Il primo torneo live nel novembre 2005 a Modanella, e nel 2006, grazie al trasferimento a Milano per lavoro, fui introdotto al mitico CdBM, nonché alla stupenda chouette del Circolo Piave. Nel 2008, convinto da Fabrizio Lo Surdo intrapresi la via dei tornei internazionali. Poi un calo d’interesse, il trasloco in Grecia, qualche torneo qua e là, un’esperienza come direttore di torneo a Porto Carras nel 2013, e il ritorno in Italia e sulla scena nel 2017. Nel frattempo, sono anche impegnato a concludere il corso universitario di Informatica Umanistica a Pisa. Manca poco!

2) fai uno screening del tuo percorso nel mondo del Backgammon, le tappe salienti, quelle che ti hanno dato maggior soddisfazione e convinzione di essere un bravo giocatore.
L’EU_IT è stata una scuola e una organizzazione determinante. Al suo interno sono migliorato rapidamente: nel giro di un anno ero tra i migliori. Un saluto a Silvia e Thomas, gestori del sito.
Nel 2005 decisi di fiondarmi sul live. La finale raggiunta contro il leggendario Beppe Rigon, gran maestro delle Arti Oscure, costituì un incentivo determinante.
Nel 2006 il trasferimento a Milano, e le partecipazioni vittoriose al CdBM e al Circolo Piave! Ricordo con affetto Francesco Balsamo, che aveva intuito le mie capacità e mi scarrozzava da una chouette all’altra...
L’anno successivo Fabrizio (chissà se ricorda, gennaio 2008) mi convinse a firmare, su un tovagliolo di carta, la mia sottoscrizione al CdBM a vita, impegnandosi ad aiutarmi se avessi voluto partecipare a tornei internazionali.
Accettai l’offerta del dottore, e a febbraio ero già in finale a Cannes, prima tappa del grande evento dell’epoca, il Partouche Tour. A maggio vinsi il Campionato Europeo a Velden. Nel mezzo e successivamente, altri successi più o meno rilevanti. Tuttavia, rammento con ancor più piacere delle vittorie sulla tavola questo aneddoto: all’Estoril, il numero 1 Falafel chiese al sottoscritto uno scambio di quote del 30%, valido per tutto l’anno! Ricordo un Fabri gongolante.
Nel 2009, il primo ingresso nella TOP 64 della Giants List, al numero 33! Seguita da due ingressi consecutivi nella vera Lista dei Giganti, la TOP 32, alla posizione 31 e 27 (miglior risultato per un italiano), rispettivamente nel 2011 e 2013.
Nel 2010 ho partecipato all’evento World Team vs Denmark al Nordic Open.
Elencherò gli eventi più recenti nella prossima intervista, tra 10 anni :)

3) i giocatori ti stimano e ti temono, questo è un privilegio riservato ai migliori, tutti si aspettano che tu vinca ma il backgammon ci insegna che devi saperne coglierne i limiti.  Ne convieni?
Il backgammon ci insegna che ogni attimo è importante, ogni decisione vitale, una perpetua sliding door. Nessuna scelta dona certezza, ma ogni scelta ti avvicina o allontana dalla meta. La frequenza con la quale il giocatore varca una o l’altra porta, determina le differenze di livello, e conseguentemente maggiori o minori probabilità di successo.

4) non tutti sanno che hai iniziato a giocare nell’online con il nick EU_IT_Juventus, mi chiedo, i toscani detestano la Juve, a che si deve questa tua diversità?
No, i toscani non detestano la Juventus: lo Juventus Club Massa è il secondo più grande in Italia, e la regione pullula di bianconeri, come qualsiasi area italiana.
Sono solo molto rumorosi, gli odiatori seriali.

5) passiamo ad una nota dolente: l’EUBGF di qualche anno fa ti squalifica, non per doping ma per cheating. In Italia inizialmente fu fatta una campagna denigratoria poi seguita da una dichiarazione di scuse. Chi non fece sconti fu il presidente dell’EUBGF, al quale scrissi per ribadire che il tuo tasso minimo di errore era una costante nel tuo gioco. Come hai vissuto quel periodo?
Tranquillo.  Leggendo il forum. Grazie a quell’episodio sono tornato con costanza ai tornei live: si è infine rivelato un evento positivo.
L’EUBGF, oggi WBIF, svolge un utile lavoro di controllo. Purtroppo, è capitato che il controllo sia andato fuori controllo, ma non per colpa dell’allora EUBGF. A Trier ne ho discusso con Mayr.

6) Molti giocatori sono migliorati seguendo le tue lezioni e per questo la qualifica di professore ti spetta di diritto.  Ti passo questa idea: costruire una scuola di Backgammon in Italia nella quale attraverso l’insegnamento e la pratica si abbreviano i tempi di apprendimento?
Un tema interessante. Una scuola ufficiale, un dipartimento didattico del CNB, sarebbe utile non solo per migliorare il livello di gioco generale, ma anche per attrarre nuove leve.
I tempi di apprendimento si abbreviano se l’insegnamento è diretto, essenziale e coglie gli aspetti e le tematiche fondamentali; e se queste sono spiegate con semplicità.

7) Un tuo incipit “Lo studio delle tematiche fondamentali e la logica che le governa”. Un tema accattivante, lo espliciti?
L’abitudine, nell’analisi di una posizione, è quella di elencare le opzioni, analizzarle una ad una, e infine scegliere. Al contrario, il miglior approccio per un minor margine di errore e una maggior velocità di esecuzione, è concettuale: dapprima riconoscere le strutture e individuare le strategie, poi utilizzare i parametri fondamentali, avendo cognizione di quali parametri utilizzare nelle varie circostanze. In questo modo, la decisione non è conseguenza di una preferenza, ma l’esito logico di una analisi lineare, logica e profonda.

8) Un concetto interessante da te evidenziato è “la logica” con particolare riguardo al metodo di ragionamento. Questo presuppone un miglioramento del livello di comprensione e di analisi del gioco.  Questo significa meno matematica e più strategia?
La matematica, la probabilità, sono parte integrante del backgammon. Ma non ne costituiscono l’unica lettura. Le parole hanno il potere di spiegare i numeri, laddove i numeri non possono spiegare le parole. Una lezione che spiega i numeri, è enormemente più efficace di una lezione che insegna i numeri. Il mio obiettivo è comprendere la logica che governa i numeri, bypassando la comprensione dei numeri.

9) Stop con temi didattici, parliamo di agonismo, Trier, due ceffoni e a casa!  So che non è così perché avete sempre perso sul filo di lana tutti gli incontri però di fatto siete stati puniti duramente.  Quali attenuanti?
Nessuna.
Forse una: avere tempo per visitare il Lussemburgo.

10) Per Venezia si stanno scaldando i motori, il prossimo campionato del Mondo a squadre giocato in casa è molto importante. E’ stato redatto un bando di partecipazione/selezione, per formare la squadra più forte, 4 i giocatori già confermati Braconi, Castellano, Melzi e Rinaldo, di questi, tre erano presenti a Trier.  In tutti gli sport squadra che vince NON si cambia, squadra che perde SI cambia.  Premesso che sono 4 giocatori di massimo livello, non credi che tutti nessuno escluso debbano lottare per guadagnarsi il posto?
Concordo. Tutti dovrebbero guadagnarsi il proprio posto, e ognuno dovrebbe avere la propria possibilità. Io stesso suggerii una selezione aperta. Tuttavia, nel caso specifico le probabilità che uno dei quattro non si qualifichi nei migliori sette PR nazionali, sono prossime allo zero. Chi ha deciso, credo lo abbia fatto per assicurare stabilità alla squadra e tempo per prepararsi al meglio. Siamo tutti eccitati per il mondiale in casa e tutti conveniamo che in questa occasione, e specialmente in questa occasione, debba partecipare la squadra con la miglior percentuale di probabilità di vittoria. Quando saremo in grado di prevedere il ckul rate, manderemo quella con la miglior percentuale di probabilità di ckulate.

11) Ti faccio una domanda banale che ho già fatto ad altri, se tu potessi scegliere in un torneo di caratura, tra un PR basso con sconfitta e un PR alto con vittoria cosa preferiresti?
Giocare a 33 e vincere il mondiale. Tanto poi una scusa per il 33 la troviamo. Ma la domanda è mal posta. Su quale giocatore punteresti casa (sei costretto a sceglierne uno), quello che gioca a PR2 o quello che gioca a PR33?

12) Ai tornei di Backgammon sempre di più spuntano antenne con telecamere, piccole, medie, colorate, con cellulari, con metodi artigianali, a volte due telecamere nello stesso board. C’è qualcosa che non capisco, ovvero, un primo tempo di gioco e un secondo di analisi. Non credi che questo desiderio di sapere, di conoscenza, di controllo penalizzi il fascino della competizione?
No, è questione di gusto. Sono cambiati i parametri che definiscono il fascino della competizione. La tecnologia ha determinato un livellamento verso l’alto del livello medio di gioco, e ciò ha comportato una maggior attenzione per il ‘come’ si gioca, il ‘come’ si vince o si perde, traslando buona parte dell’aspetto agonistico dalla vittoria in sé al ‘come’ la vittoria è ottenuta; la nascita di tornei Win&Skill risponde a questa esigenza moderna.

13) A proposito del PR e della sua incidenza sul comune senso del giudizio: un vincitore se ha giocato con un PR deludente raccoglie giudizi positivi ma con riserva. Il PR sta cambiando la nostra linea di pensiero. Che ne dici?
Certamente. E Il cambiamento è già avvenuto: alcuni hanno reagito con più efficienza, dinamicità, attività, si sono adeguati e si fanno portatori del nuovo, e altri hanno bisogno di più tempo per accettare il progresso. Il PR potrà cambiare acronimo o sigla, ma la certezza è che la misura del livello di gioco è ormai un aspetto imprescindibile a livello globale, e lo diverrà ancor più nel futuro.

14) Questa domanda vale molto: mi sono fatto un’idea che tu abbia letto pochi libri di Backgammon ma studiato parecchio il gioco attraverso la sua applicazione pratica. Lo stesso credo abbiano fatto i grandi campioni, loro stessi hanno scritto libri più che leggerli. Te la sentiresti di scriverne uno?
No, non pochi, nessuno. Ho imparato analizzando con GNU, e osservando lo stile di alcuni che al tempo erano decisamente più bravi. Tuttavia, leggere un libro di backgammon è una valida alternativa: ognuno ha una capacità e una modalità di apprendimento differente.
Si, l’idea mi ha sfiorato più volte, ma non ho mai approfondito.
Certamente potrei scriverlo, sicuramente non potrei leggerlo.

15) Una volta ti chiesi di fare un seminario, mi rispondesti che ne avresti fatto uno volentieri assieme a Melzi. A Frascati 2019 hai colto la mia proposta e hai fatto un seminario di spessore, di grande didattica, lo si può rivedere QUI. Saresti ancora disponibile a fare un seminario con Melzi.   
Carlo è un giocatore che stimo, era il top quando ho iniziato e si sta dimostrando al top ancora oggi. Un seminario insieme avrebbe un grande impatto. Non rifiuterei mai l’opportunità di lavorare con Carlo.

Ti ringrazio per aver risposto a queste domande Fernando, alcune indicizzate ai miei dubbi, altre alla tua persona che mi auguro non smetta mai di interessarsi del gioco più bello del mondo.   

Alfonso
       
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