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CdBM

NEWS > le introspezioni di Stefano

Quando Alfonso mi chiese di scrivere un articolo sul CdBM (Circolo del Backgammon Milano) accettai con piacere. Sembrava semplice scrivere il perché, il percome e il perdove. Però chenoiachebarbachenoia. Nella prima stesura è venuto fuori un elenco di date, d’impegno, di buoni propositi blablabla. Autocelebrazione, autoreferenzialità? Non mi piaceva per niente. Ho deciso di trattare l’argomento in altro modo. Ben sapendo di cadere comunque nell’auto trappola.
Immaginate un’imbarcazione di una certa stazza: un brigantino che chiameremo per comodità e caratteristiche intrinseche Beaver; il richiamo al Beagle dove navigò Darwin è casuale.



Per il breve viaggio inaugurale del circolo, sul brigantino salirono alcuni passeggeri e molti visitatori-curiosi. Questi ultimi si guardavano intorno perplessi, sentivano gli scricchiolii della nave ma non vedevano nessuno alle manovre. Anche quando ci si staccò dal molo e s’issarono le vele, non si vide nessuno. Il mare era un po’ mosso ma il porto vicino.

Dal diario di bordo:
"...almeno vomitassero fuori bordo. Non tutti reggono sto mare. Del resto abbiamo imbarcato un po’ di tutto, le cabine sono occupate, possiamo restare attraccati per la stagione. E’ arrivato anche Balsamo su cui si costruirono leggende…speriamo bene…La cambusa è rifornita e possiamo iniziare. Magistrale l’intervento di Fausto che ha trasformato il circolo portando giocatori da ogni dove."

Il Beaver restò ormeggiato ai moli del Cagliero Yachting Club diversi anni. Più che una barca diventò simile a una di quelle roulotte che si trasformano in casette per quanto stanno nei camping. Dopo tutto il tempo trascorso, per tornare a navigare, ci sarebbe stato bisogno di rifare le velature e tutte quelle cose che servono per guidare una nave senza andare sugli scogli. La crew era troppo contenta e indaffarata nel gioco per valutare queste necessità.

Dal diario di bordo:
"…anni incredibili. Addirittura alcuni venivano col gommone da molto molto lontano per ammirare nuove specie viventi che si formavano nelle pozze liquide di dubbia natura presenti nei bagni del Club. Il tappeto di mozziconi sotto la finestra ad est era talmente spesso che i piccioni facevano il nido. Toccammo il massimo quando una non meglio identificata troupe girò alcune scene di SoS Tata versione porno soft. Donne nude ovunque. Ambiente estremo, estremi rimedi. Il livello di gioco iniziò a salire. Un mix di fortuna-abilità irripetibile. Picchi di culo e di abilità si contendevano il diritto dell’insulto estremo, of course. Come tutte le cose belle anche questa finì. Un filibustiere tagliò una cima e come Tarzan s’involò dalla finestra col bottino…"

Il Beaver mollò gli ormeggi in un cupo e piovoso giorno di novembre. Il porto di arrivo era piccolo, lo Yachting Club Valtorta appena inaugurato. La barca era messa male, la velatura rovinata non consentiva buone manovre e l’attracco maldestro causò la perdita di alcuni membri dell’equipaggio e la rottura del timone. Con la ciurma ridotta, in un ambiente sotterraneo che induce alla più cupa delle riflessioni, i nostri cercarono di recuperare le forze in attesa di tempi migliori.   

Dal diario di bordo:
"…zo di posto. Non c’è quasi il bar, diposizione assurda dei locali, sguardi smarriti. -Ma dove ci hai portato, cazzo! - Che non è come: ma dove cazzo ci hai portato! Mettere il coso alla fine rafforza e duplica il significato. Tu sei il coso per capirci. Se aggiungiamo un ne risulta più chiaro: -Ma dove ci hai portato, cazzone!-...è il momento di tenere saldo il timone. …zo, è rotto! Vabbè proviamo una nuova formula: i gettoni. Sperimentiamo. Vince scandalosamente un clandestino a bordo. Uno con la stoffa del pirata. Uno che quando ha sentito la parola gettoni ha pensato sicuro a quelli della Tv. Il giro di chiglia ancora lo aspetta. Però cominciano a brillare alcune stelle: Tamigi ad esempio…"

L’esperienza durò anche poco. Dopo due anni la capitaneria chiuse lo Yachting Club Valtorta e il Beaver mollò gli ormeggi scarrocciando ingovernabile verso porti lontani. Attraccò ad un oscuro molo nemmeno menzionato nei portolani. Fuori dalle rotte, invisibile ai radar, il circolo sfruttò il periodo di esilio per sistemare il Beaver, riordinare le idee e attendere l’occasione propizia per avere il posto giusto nel ludico mondo.

Dal diario di bordo:
"…ca pupazza, siamo finiti ai limiti del mondo conosciuto. In un altro seminterrato. E poi il tizio ci tollera a malapena. Si vede a occhio crudo, come dice Ugo, un vero faro per i gammonauti. Angolista di caratura internazionale (ma predilige il campanile) è dispensatore incomparabile di quella cosa che sta tra l’amenità, la perla di saggezza e la pirlata colossale. Indefinibile e indispensabile…mi rendo conto che il gruppo c’è, e che in un certo senso si orienta da solo. Nei momenti di smarrimento, che mi vedono fare cose di cui non sono sicuro di essere il mandante, il gruppo mi riporta indietro o avanti nel caso fossi rimasto indietro...un casino…alla fin fine abbiamo portato a casa anche questo campionato..."

Col vento in poppa e con una manovra da manuale il Beaver entra nel prestigioso Yachting Club Volta, il posto giusto per estendere conoscenza, migliorare le prestazioni e dimostrare di essere una delle travi portanti del backgammon Italiota. Il club ha tutte le caratteristiche necessarie per far compiere un balzo di qualità al CdBM che potrebbe evolversi da quello stadio un po’ guascone e piratesco sostenuto dal pensiero a volte delirante del suo fumoso presidente.


Dal diario di bordo:
"…joni! Siam finiti qui. Posto figo, niente da dire. Presidente da trattare con le molle. Più alla mano il vice. Li, il cinese gestore del bar, è simpatico e disponibile. Si chiama proprio Li.  Potremmo andare avanti all’infinito…La ciurma sembra disciplinata e se escludiamo: i pantaloni corti (inammissibili), la bici nell’atrio (inaccettabile), i cappotti sulle sedie (inguardabile), occupare i posti ai tavolini del bar (impossibile), Noi vi accettiamo volentieri ma se fate…(inascoltabile), va tutto bene. Non ostante apparizioni strane, frizioni caratteriali e cacciate dal tempio si fa anche del gran gioco ma il momento magico dei picchi è irripetibile. Ora tutti usano telecamere e studiano studiano…Staremo a vedere, intanto festeggiamo tante vittorie di qua e di là e lustriamo il brigantino…"

Forse stanchi dei divieti, degli sguardi di riprovazione – magari sono smorfie immortalate da plastiche facciali estreme -, delle continue osservazioni che dovrebbero portare tutti verso un comportamento più consono – ad esempio quando si visita un museo delle cere -, alcuni dei nostri danno cenni d’insofferenza. Ovvio che la bussola si rivolga verso un altro Club altrettanto blasonato ma un pò più lasco sul dress-code, sul bar-code, sul chair-code. Ulteriore spinta alla ricerca di una alternativa è stata impressa dai navigatori da diporto che non riescono ad ormeggiare i natanti se non a costi esorbitanti. Scusate la rima ma alla fine non son così tanti.



Dal diario di bordo:
"…si conoscono tutti. Sono interconnessi. Al De Amicis, dove siamo approdati con uno schooner senza nome, quello conosce l’altro che conosce tizio che chiama caio che sa tutto quello che facciamo. Che non ne veniamo più fuori…Il lock down ci ha messo in standby e ora che vediamo la luce siamo di fronte a una scelta…sarà questo il punto?...l’on line ha trasformato molti in fenomeni, altri sono in dubbio e altri ancora tengono duro sul considerare sempre i picchi…il ritorno al live sarà un attimo, ci abitueremo subito…coi tornei di settembre e agosto  poi…ci starò capendo qualcosa? La soluzione di un gioco lo conclude, lo termina. La soluzione di Tris è non giocare. Il backgammon non corre questo rischio, è irrisolvibile. Non finirà mai. Alcuni potranno estendere le loro capacità sempre più verso lo zero errori; nel contempo aumenterà la capacità di calcolo dei processori che alzeranno a 5 o 6ply la capacità di penetrazione predittiva. Fermo restando che nel 99% delle vittorie il luck-rate è sempre a favore del vincente, posso tranquillamente affermare che la componente fortuna c’è, è viva e dispensa i suoi favori alla sanfasò. Questa è la straordinarietà del gioco che ha visto tanti soccombere alla sua ineluttabilità. Come ha visto molti emergere e rimanere lì senza scomporsi più di tanto durante le burrasche di sfiga. Sono solidità che si acquisiscono con l’esperienza senza farsi prendere dall’hybris o ubris o tracotanza che dir si voglia che poi è il peccato originale di questo cazzo di gioco, o gioco del cazzo?"

 



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