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Carlo Melzi

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CARLO MELZI

Fin dal suo passaggio da Intermediate a Champion si era capito che era un predestinato, era colui che con il Backgammon aveva un feeling particolare, abbinava la sua conoscenza matematica al suo killer instinct, ovvero quella capacità di estrarre il 100% del potenziale nei momenti che contano. Studio e passione i due ingredienti che lo hanno reso il numero uno per molto tempo.
E' mia opinione che Carlo dovrebbe essere un riferimento per i giovani aspiranti campioni, non ha mai lesinato consigli e affronta qualsisi impegno con serietà e rispetto dell'avversario, memorabile un suo seminario a Cavalese, il primo nella storia del Backgammon italiano. Vedremo di recuperarlo per farvelo conoscere..

Un grande privilegio  averlo sempre ai tornei.
 
Ho insistito affinché mi inviasse il suo palmares fatto di prestazioni (non tute) e di riconoscimenti, qui lo riporto:

- Vinco il primo torneo in assoluto a cui partecipo (Genova Intermediate WBF) nel 1995.
- Nel 1996 vinco alcuni tornei Intermediate e il primo titolo italiano (categoria Intermediate WBF), che verrà seguito dal primo titolo Champion nel 1998.
- Tra il 1998 e il 2000 risulto diverse volte primo nel ranking mondiale di FIBS (First Internet Backgammon Server).
- Al torneo di Trento 1998 vinco il Consolation Champion e il SuperJackpot battendo in finale Michael Meyburg (due volte campione del mondo) giocando con error rate simile al suo.
- Vinco il torneo di Oslo 1999, uno dei miei primi tornei internazionali (primo premio di circa 10'000€).
- Arrivo in finale al torneo Champion di Venezia 2001 (82 iscritti), dove perdo 23 a 22 contro il russo Nepomniachtchy.
- Nel 2001 vinco le IBA Finals (il campionato italiano ideato da Gianni Baldo), battendo in finale Gordan Markotic sfruttando un "trick play" ben riuscito.
- Al torneo di Parigi 2002 (più di 100 iscritti) batto Riskin e Falafel e perdo nei quarti di finale per l'ingresso a premi un match drammatico a Double Match Point contro Salamzy.
- Trascuro il backgammon dal 2003 al 2006 per trasferimento negli Stati Uniti per motivi di studio.
- Nel 2007 vinco il Consolation al mio rientro al Torneo internazionale di Venezia.
- Vinco 3 volte il titolo italiano assoluto CNB (2007, 2008, 2013), arrivo due volte in finale (2011 e 2012), sono terzo nel 2016 e 2019; vinco la regular season CNB quattro volte (2011, 2012, 2016, 2019).
- Vinco per 3 volte il titolo assoluto del Circolo del Backgammon Milano (2008, 2016, 2017).
- Complessivamente mi aggiudico una decina di tornei Champion CNB, incluse 2 vittorie a Jesolo (2009 e 2016) e 2 vittorie a Cavalese (2003 e 2008).
- Vinco il torneo internazionale di Parigi PGT nel 2008 (71 partecipanti, primo premio di 25'000€).
- Dal 2008 al 2018 partecipo diverse volte al Nordic Open di Copenaghen, il torneo dal livello medio più alto al mondo con circa 300 partecipanti, arrivando a premio in due occasioni: nel 2010, dove perdo per il tempo nei quarti di finale contro il futuro vincitore Soren T. Larsen, e nel 2018, dove arrivo 6° nella formula Swiss Format.
- Nel 2010 vinco il Backgammon Champions & Friends, torneo a inviti a numero chiuso organizzato a Bologna da Beppe Rigon per celebrare campioni e amici del Backgammon.
- Nel 2011 vinco il primo IIBGF Grandmasters Tournament online, una selezione di 13 dei migliori giocatori online al mondo.
- In due partecipazioni al London Open, nel 2012 arrivo in finale e l'anno successivo mi arrendo in semifinale.
- Faccio parte della selezione mondiale World Team che sfida la Danimarca nel 2012, 2013, e 2017.
- Nel 2012 vengo invitato a far parte del 1st World Backgammon Tournament of Champions (WBTOC) a Chicago, evento al quale non potrò partecipare.
- Nell'agosto 2013 vengo invitato da Mochy a fare da guest star e speaker in un torneo in Giappone, evento al quale non potrò partecipare.
- Entro nella classifica dei 64 Giants of Backgammon per 5 volte: 56° (2009), 46° (2011), 35° (2013), 39° (2015), 58° (2019).
- Divento un Backgammon GrandMaster nel 2018 con livello G3 (PR medio tra 3.50 e 4.00).
- Faccio parte del board BMAB che ha definito le regole dell'associazione e del board WBIF (World Backgammon Internet Federation).


INTERVISTA

Per meglio conoscere Carlo Melzi ecco questa breve intervista targata 2014.  


Carlo Melzi abbiamo il piacere di scambiare qualche commento a tiepido con lui. Allora Carlo, innanzitutto  complimenti. Prima di parlare del campione di backgammon parlaci di Carlo "l'uomo". Tre parole che ti sintetizzino.

Mi definirei una persona equilibrata, pragmatica, razionale

Nella vita quand'è t'è capitato il doppio 6 in levata?
Appena arrivato a Washington, avevo adocchiato una ragazza canadese e avevo ideato una strategia di conquista infallibile studiata nel minimo dettaglio. Dopo qualche settimana ho incontrato Rachel, poi diventata mia moglie.

Un videau che hai preso con titubanza?
Direi quando ho accettato la proposta di andare a studiare per due anni negli Stati Uniti a tempo pieno, a fronte di un esborso economico non indifferente, andando verso l'ignoto e alla ricerca di nuove avventure piene di imprevisti. Un po' come i cubi che di solito prende dannyleprotto...

E una volta che hai deciso di giocare in back perché sembrava l'unica soluzione?

Vediamo... mi stai chiedendo quando, nella vita, ho preferito rinunciare ad attaccare, giocare d'attesa, prendere un sacco di schiaffi, chiudermi in difesa e sperare che una mia battuta non mi si ritorcesse contro? Bhè, ovviamente è la strategia che ho utilizzato quando ho chiesto a mia moglie se potevo partecipare ai PlayOff di quest'anno!

Ma passiamo all'ultima tua performance a Venezia. Come nel calcio c'era la Coppa Rimet, nel backgammon avremmo dovuto pensare alla “Coppa RiMelz” per il primo giocatore in grado di aggiudicarsi tre volte il titolo. Allora il primo corrisponde alla "prima volta", la seconda alla "conferma", la terza alla "consacrazione": prova ad astrarti dall'attualità e dicci a quale delle tre sei più legato.
Direi la prima, nel dicembre 2007. Dopo aver lasciato l'Italia alla volta degli Stati Uniti come indiscusso numero uno a fine 2003, ero stato assente per più di 3 anni, finendo nel dimenticatoio e trovando al rientro in Italia nuovi giocatori agguerritissimi. Non ero ancora riuscito a impormi nuovamente, e nel corso dell'anno avevo subito le angherie delle "nuove" leve Popa, Moretti, Braconi. Poi nel dicembre 2007 ho avuto uno dei weekend di gioco più intensi della mia vita, vincendo il consolation del torneo internazionale di Venezia e il campionato CNB partendo dalle retrovie. E ho iniziato un ciclo irripetibile che mi ha portato nel giro di 12 mesi a vincere il torneo Partouche di Parigi, Cavalese, il consolation a Milano, arrivare in finale a Torino e Modanella, aggiudicarmi il campionato CdBM, la regular season CNB 2008 e infine a confermare il titolo di campione italiano nel dicembre 2008.

Anche stavolta, come già nel 2009, l’edizione delle finali a Saint-Vincent, ti nasce un figlio alla vigilia dei Play Off. Semplice coincidenza o tabù da sfatare?
Nel 2009 sono riuscito a venire ai playoff per miracolo, con Davide nato da meno di 10 giorni, e sono stato brutalmente eliminato. Temevo che l'accoppiata figlio appena nato/playoff persi potesse diventare un'abitudine, e per sfatare il tabù ho pensato che potesse essere d'aiuto chiamare mia figlia con il cognome del presidente del CNB. Ha funzionato! Non credo si ripeterà ma chi può dirlo, sapete bene che il backgammon è imprevedibile. Diciamo solo che spero che il futuro mi riservi più nuovi titoli di campione italiano che nuovi bimbi in arrivo.

Ora raccontaci un po' più dettagliatamente l'avventura di quest'anno
Sono arrivato con buona posizione di partenza ma con poco allenamento alle spalle. Dopo aver scelto come avversario nei quarti Marco Bonetti, pur con qualche esitazione, sono stato messo in grave crisi e solo un suo missed double in posizione vincente verso la fine del match e un doppio 6 al momento giusto mi hanno salvato. Vincere un match in modo così sofferto spesso aiuta in quelli successivi, e infatti sia in semifinale che in finale sono sempre stato avanti nel punteggio. Onore al merito alla mia coppia di avversari, il duo  dannyleprotto/torseddi, che mi ha comunque dato filo da torcere. Sono indubbiamente anche stato agevolato dalle premature eliminazioni di Jorghe e Alex, che consideravo i miei avversari più temibili e contro i quali avevo già perso in precedenza le finali dei playoff rispettivamente del 2011 e del 2012.

Ma dovessi traslocare  e potessi portare con te un solo trofeo tra tutti quelli vinti, quale porteresti?
Penso che porterei con me quello più brutto di tutti, ma al quale sono sentimentalmente più legato: il bicchiere di latta destinato al vincitore dell'Oslo Open 1999. Quel weekend era stato memorabile: allora inesperto 25enne, con nessuna esperienza di tornei internazionali, in viaggio per la prima volta verso la Scandinavia, venni ospitato da un giocatore conosciuto a Nova Gorica, ricevuto come ospite d'onore, portato fuori a cena e dopo da belle ragazze nordiche, infine festeggiato come trionfatore predestinato. Sono tornato con dei ricordi bellissimi e un appuntamento con Siri (che non era ancora la voce dell'iPhone) davanti alla Fontana di Trevi a mezzanotte del primo luglio successivo. Come oggi, anche allora venni intervistato. Speriamo non sia la chiusura di un ciclo!

Grazie Carlo, direi che su questo antiaugurio possiamo concludere l’intervista e ringraziarti sia per il tempo dedicatoci che per la qualità delle risposte.

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