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Approccio psico fisico al torneo

DIDATTICA

IL MIO APPROCIO AI TORNEI a cura di Lorenzo Rinaldo

Ho sempre sostenuto che per essere perfomanti in qualsiasi competizione ci fosse bisogno di un’adeguata preparazione sia fisica che mentale.

Dopo la pandemia di quest'ultimo anno, dove le statistiche Istat rilevano un peggioramento della popolazione in termini sia di sovrappeso che di umore, diventa ancora più importante un'adeguata attenzione a questi aspetti.

Leggendo diversi articoli legati agli scacchi e ad altri sport della mente si evidenzia quanto l'attivita sportiva, un'alimentazione adeguata, un sonno regolare, siano efficaci per massimizzare le nostre performance.    

La fatica fisica e il conseguente rilascio di endorfine facilitano un'attitudine positiva al gioco, lasciando da parte lo stress accumulato, evitando di ingaggiare inutili lotte personali contro gli avversari in cerca di rivalsa, facendo in modo che il focus verta esclusivamente sull'aspetto tecnico del gioco.
Inoltre, stare a nostro agio col nostro fisico, ci fa sentire bene e ci fa giocare senz’altro meglio.

Quando mi è possibile, evito di giocare nei tornei importanti durante brutti periodi.

Durante il BMAB organizzato a Roma accusavo problemi fisici ed è stato molto difficile giocare, a quel torneo tenevo moltissimo e ne ho pagato le conseguenze in termini di risultati tecnici. Diversamente arrivai al BMAB organizzato a Como in buone condizioni psicofisiche e ciò mi ha permesso di massimizzare il mio livello di gioco.

In previsione della ripresa dei nostri tornei live e del mondiale di Trier a settembre consiglio di andare fuori a farsi una bella passeggiata piuttosto che continuare a restare a casa sui libri a studiare per ore ed ore. E’ molto più produttiva la passeggiata, poichè fa bene al nostro fisico e ci schiarisce le idee.

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